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Come together! La nuova rubrica di Rose Gazette

“Hi guys, this is my look (trad. Ciao ragazzi, questo è il mio look)”. È proprio con queste parole, pronunciate in un elementare inglese dalla voce stridula di Chiara Ferragni, che ha inizio la giornate di molte adolescenti, e chissà quante mie coetanee (quest’anno ho compiuto 27 anni!, brrr… che paura!).

So che, per fortuna, esistono persone che di questo non sono a conoscenza, ma molti sanno esattamente a cosa mi riferisco. Chiara Ferragni è una bella bionda di 31 anni, formato Barbie, ha oltre 15 milioni di followers su Instagram ed è la influencer più importante (e pagata) nel mondo della moda.

Il mese scorso i fan di mezzo globo hanno sognato ad occhi aperti mentre seguivano in tempo reale i momenti precedenti e successivi alla celebrazioni delle sue nozze con il rapper Fedez in un’ambientazione a metà tra il Kitsch e il favolistico nella splendida cornice di Noto (Sicilia).

Quali talenti possano vantare i due protagonisti rimane per me un mistero ma, se è vero che l’attenzione mediatica è la nostra nuova moneta di scambio, allora riesco a amaramente a riconoscere un’abilità di fondo.

Stessa abilità che credeva di avere Sara Affi Fella, la tronista di Uomini & Donne che proprio per inseguire quei follower (e i remunerativi contratti con gli sponsor che ne conseguono) ha ordito un mega raggiro ai danni della regina della televisione italiana, Maria De Filippi, sperando di farla franca. Così non è andata ma questa è un’altra (triste) storia.

Dove voglio arrivare? Dal mio punto di vista questi tizi rappresentano il trionfo della nullità. Perdonate la sincerità ma, pur non essendo un hater – una categoria di cui disprezzo gli improperi e compatisco la povertà di spirito – l’arte della diplomazia non mi appartiene.

Mi sono servita di Chiara Ferragni e Sara Affi Fella per introdurvi il nuovo spazio che dedicherò quotidianamente alla cultura, allo sport e al tempo libero su Rose Gazette. L’obiettivo è quello di rendere tutti i miei lettori un po’ più partecipi della mia vita e soprattutto di ciò che amo e che definisce chi sono.

I libri, i film, le serie tv, certo, ma anche lo stile di vita, i sogni, le ambizioni più sfrenate e che so perfino qualche momento di sconforto. Perché, pur non invidiando alla Ferragni neanche uno dei suoi 15 milioni di seguaci, mi piacerebbe che lo stesso numero di persone guardasse con lo stesso interesse chi ha studiato e lottato per realizzare i propri sogni.

Invece ho come l’impressione che quelle persone, quelle che per me fanno la differenza, si stiano avvilendo, travolte da tsunami di superficialità, che si siano arrese dinanzi all’evidenza che spesso il mondo stenti a riconosce il talento, che tenda ad ignorarlo e talvolta perfino a umiliare.

Uno stato d’animo che conosco e che può trasformarsi in depressione in un Paese in cui la meritocrazia non esiste e per vincere si ricorre quasi sempre alle scorciatoie. Oggi vi scrivo per comunicarvi che IO NON CI STO. Io scelgo di continuare a puntare sll’arricchimento della mia vita e, nei limiti del possibile, di quella degli altri.

A domani.

Rosa

 

Il cinema italiano gay: urgono nuovi comizi d’amore!

 “Tonino e Graziella si sposano. E chi sa tace di fronte alla loro grazia che non vuole sapere. E invece il silenzio è colpevole e allora l’augurio sia: al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore”. Con queste parole nel 1963 Pier Paolo Pasolini concludeva Comizi d’amore, documentario ancora insuperato sulle abitudini sessuali degli italiani.

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Bentornato Santoro, sentivamo proprio la tua mancanza

Le presentazioni dei programmi Rai in Viale Mazzini sono quasi sempre un susseguirsi di ringraziamenti e complimenti all’azienda da parte del conduttore di turno. Non è il caso di M, il nuovo talk show che segnerà il ritorno a Rai 3 di Michele Santoro 22 anni dopo Tempo Reale. Il giornalista salernitano, 66 anni, a lungo considerato il più autorevole tra gli anchorman italiani, ha dato vita ad una conferenza stampa che si è presto trasformata in una autocelebrazione. Come suggerisce il titolo, un chiaro e scontato omaggio all’omonimo capolavoro dell’espressionismo tedesco di Fritz Lang, la nuova trasmissione di Santoro ha (almeno apparentemente) l’intento di approfondire i mostri del passato e dell’attualità. Questo è quanto sperimentato nei primi due appuntamenti dedicati alla figura di Adolf Hitler andati in onda su Rai2 lo scorso anno.

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