Archivi categoria: Interviste

Louis Garrel: «Indosso una maschera e sarò Robespierre»

Sex symbol introverso, rivoluzionario, fintamente tenebroso, tendenzialmente ironico, oggettivamente disarmante. Louis Garrel si muove sospeso nella realtà di un cinema che sembra non esistere più. Se fossimo ai tempi della Dolce Vita sarebbe sicuramente uno tra i divi più venerati. Di quel sogno romantico si è nutrito sin dall’infanzia nell’ambito famigliare – il padre è Philippe Garrel, regista abbonato ai film d’autore, il padrino è Jean-Pierre Léaud, l’Antoine Doinel di François Truffaut.  Al cinema, almeno inizialmente, non gli è stato facile rintanarsi nel ruolo dell’eterno eroe romantico tormentato, più vicino alla Parigi della Nouvelle Vague che a quella contemporanea, che lo destabilizza.

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Peter Landesman: «La mia Gola Profonda poteva essere solo Liam Neeson»

Pittore, giornalista, corrispondente di guerra poi scrittore e oggi sceneggiatore, regista e produttore. Peter Landesman a 53 anni ha cambiato molti volti senza perdere di vista l’obiettivo: la ricerca inarrestabile della verità. Dopo i reportage sul traffico di armi e rifugiati, il genocidio in Rwanda, i conflitti in Kosovo, Pakistan e Afghanistan dopo l’11 settembre apparsi su riviste prestigiose come The New York Times MagazineThe New Yorker e The Atlantic Monthly, questo poliedrico artista newyorkese è approdato al cinema.

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Liam Neeson: “Mi emoziona la verità”

«Le interviste? Sono il mio peggior incubo». Comincia così il mio incontro con Liam Neeson all’hotel InterContinental di Toronto. L’attore nordirlandese, 65 anni, è statuario, magro, ha una voce profonda. Con sé ha l’inseparabile thermos di tè inglese che ha sostituito alle sigarette dopo essere stato per anni un fumatore incallito. È un uomo cordiale, dotato di fascino e ironia, anche quando i suoi discorsi sembrano girare un po’ a vuoto. È sicuramente restio a parlare della sua vita privata, specie dopo la scomparsa della moglie Natasha Richardson avvenuta nel 2009 in seguito ad un incidente sugli sci. Ho l’impressione che Neeson abbia poco a che vedere con i personaggi romantici, malinconici, talvolta alteri, che ha interpretato sul grande schermo. «I critici non hanno amato il film? Fuck off», mi risponde con un lieve sorriso.

Il film in questione è The Silent Man (in sala dal 12 aprile) dedicato alla storia di Mark Felt, l’agente FBI soprannominato Gola Profonda dopo aver aiutato i giornalisti del Washington Post a far esplodere lo scandalo Watergate. Le sue schiaccianti rivelazioni costrinsero il presidente Richard Nixon a rassegnare le dimissioni nel 1974 e cambiarono per sempre la storia politica americana.

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