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Buoni propositi (parte seconda)

Buongiorno a tutti e bentornati su Rose Gazette!

Allora come è cominciato questo 2019? Io faccio parte del club che ha già infranto tutti (o quasi) i buoni propositi per il nuovo anno. Se è più per pigrizia o codardia non lo so, fatto sta che la mia vita continua a non piacermi, fingo di non sapere cosa voglio e cosa non voglio ma la verità è che quello che desidero realmente mi spaventa a tal punto che preferisco rifugiarmi nella confusione. Ma così proprio non va.

Quando ho aperto questo blog e anche quando ho cominciato a trascorrere più tempo creando contenuti per Instagram, non l’ho fatto con l’obiettivo di condividere immagini e sentimenti di una vita che non mi appartiene ma, anzi, che fosse il più fedele possibile alla mia persona. Per cui credo che non ci si debba vergognare a condividere neanche i momenti di sconforto, le insoddisfazioni, che sono forse più comuni di quanto gli innumerevoli scatti che consultiamo ogni giorno possano indurci a credere.

Io ho 27 anni. Ho sognato di diventare una grande giornalista e studiato giorno e notte perché questo sogno diventasse realtà. Credo in me. Ma, la grinta e gli ideali con cui affronto questo lavoro, le soddisfazioni che ho provato e perfino la mia grande determinazione non sono ancora sufficienti a garantirmi alcuna prospettiva di crescita o di un futuro professionale dignitoso.

Da mesi ormai provo ad immaginare per me una vita diversa, un lavoro diverso, mai troppo lontano da ciò che sono, ma comunque diverso. E ho finito per mentire a me stessa e alle persone che più mi stanno a cuore. Io vivo per scrivere e scrivo per vivere. E questa è un’assoluta certezza. Altre risposte, almeno al momento, non ne ho. Giovedì parteciperò ad un concorso di cui non mi interessa un fico secco (con la speranza neanche tanto inconscia di non passare allo step successivo) e poi tornerò a casa per continuare ad arrovellarmi su come far coincidere quel sogno di bambina con la mia vita di adulta.

Questo è il mio presente. E il vostro?

C’è qualcuno tra chi mi legge che si mai trovato a questo bivio? Come lo avete affrontato? Sarei felice di conoscere alcune delle vostre risposte a queste domande.

Vi abbraccio, a presto

Rosa

Buoni propositi per il 2019 e…

Ciao a tutti e buon 2019!

Sono rientrata dalla Thailandia il 4 gennaio e fatico un po’ a riprendermi. Tra i propositi per questo nuovo anno c’è quello di scrivere con più costanza su questo blog. Vorrei riuscire a tenere la media di un aggiornamento quotidiano ma non sono certa che sia un ritmo alla mia portata. Faccio un tentativo primo perché scrivere per me costituisce da sempre una forma di vita e quindi più lo faccio e più cresce la mia vitalità, e secondo perché sento la necessità di condividere con un maggior numero di persone le mie passioni e i miei desideri.

Comincio con l’anticiparvi che nei prossimi giorni, oltre a condividere con voi i titoli dei film e dei libri che più attendo in questo 2019, mi piacerebbe raccontarvi cosa ho scoperto delle città, dei luoghi, che ho visitato in Thailandia e in Cambogia. Se avete delle curiosità non esitate a scrivermi, sarò felice di rispondervi.

Da cinefila non posso non spendere due righe di commento circa i premi assegnati ieri sera ai Golden Globe (da una giuria di circa novanta giornalisti della stampa estera). Non sono rimasta sveglia come faccio di solito perché nel 2018 il cinema italiano e internazionale non mi ha molto entusiasmato e non ci sono film per i quali ho ritenuto valesse la pena fare le ore piccole e affrontare il lunedì con la grinta di uno zombie.

L’altro motivo è che molti dei film candidati o vincitori non li ho ancora visti. Il 2018 per me è stato un anno di grandi cambiamenti e non ho partecipato quasi a nessuna kermesse cinematografica, diversamente da quanto avvenuto negli ultimi cinque anni, da quando scrivo di cinema.

Fatte queste precisazioni tra i film e le serie viste sono ovviamente felice per Glenn Close (che ho intervistato – il servizio per Vanity Fair a questo link) e ancor di più per Rachel Brosnahan, la mia amatissima Mrs Maisel. Tiepido entusiasmo per Shallow di Lady Gaga che è ovviamente la più bella colonna sonora dell’anno ma per me A Star is Born è un film abbastanza mediocre.

Tra le serie credo che avrebbero meritato una maggiore attenzione Sharp Objects e Patrick Melrose e continuo a considerare Roma di Alfonso Cuaron un film estremamente sopravvalutato (qui trovate il video della mia top ten 2018) ma è al premio come miglior film che vorrei dedicare un minuto di silenzio

Ci siete ancora?

Cari giornalisti, ma che diavolo vi è preso? Capisco l’entusiasmo del grande pubblico per un film come Bohemian Rhapsody che credo sia una degna celebrazione del talento di Freddie Mercury, posso anche accettare il premio per la miglior performance a Rami Malek ma quello per il miglior film si candida ad occupare un posto nella lista dei premi più immeritati della storia. Come on guys! E’ come se Cannes assegnasse la Palma d’Oro a Black Panther! Il trionfo di Bohemian Rhapsody ai Golden Globe è sicuramente sintomatico della mediocrità della stagione cinematografica appena trascorsa ma non al punto tale da giustificare una scelta tanto inappropriata.

Con il velo pietoso che sto stendendo sulla cerimonia vi do appuntamento a domani!