È il momento di Napoli, al cinema e in TV

Da qualche anno il pubblico identifica Napoli con Gomorra, la serie tv prodotta da Sky e tratta dall’omonimo best-seller di Roberto Saviano. Una delle migliori del mondo secondo il New York Times, e un successo internazionale clamoroso esportato in ben 190 paesi. Riconoscimenti che non sono serviti a placare le polemiche che riguardano il rischio di emulazione e l’immagine negativa che la serie, secondo i detrattori, continuerebbe ad offrire di Napoli.

Non sono mancati commenti assurdi, come quelli del sindaco De Magistris che è arrivato ad imputarle l’aumento delle stese. Spesso le critiche provengono da chi ammette di non aver mai visto una puntata di una serie nella quale in realtà a prevalere sono il senso di desolazione e solitudine di personaggi rassegnati all’irrimediabilità del loro destino. Altro che immagine romantica dei boss!

Per molti versi l’immaginario del crimine organizzato proposto da Gomorra sta soppiantando quello de Il Padrino. Se per i mafiosi del leggendario film di Francis Ford Coppola la famiglia era intoccabile, qui anch’essa è sacrificabile per la conquista del potere. Gli uomini si trasformano in bestie e se la dimensione consolatoria è assente è proprio per sottolineare l’inferno senza via d’uscita in cui i protagonisti sono prigionieri.

Non solo Gomorra

Ma nel 2017 al cinema Napoli non è solo Gomorra. Con Ammore e Malavita, una commedia scanzonata, esuberante e grottesca, i Manetti bros. fanno il verso proprio alla serie di Sky omaggiando la vena tragicomica della città. Il risultato è un film non sempre a fuoco, dal livello recitativo mediocre (ad eccezione di Carlo Buccirosso) e dai numeri musicali talvolta maldestri. Un divertissement per chi ha voglia di evadere.

Discorso diverso per Gatta Cenerentola, film d’animazione realizzato da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Dario Sansone e Marino Guarnieri. Una fiaba cupa e non convenzionale che rielabora l’originale di Giambattista Basile e che vede protagonista una Napoli degradata ma in cerca di riscatto. Un film sovraccarico di temi e un po’ ridondante ma che rappresenta un’operazione coraggiosa in un Paese dove l’animazione è sempre stato considerato un genere minore.

Anche la Rai ha mostrato di avere un debole per i partenopei. La rete ammiraglia si è affidata alla fantasia di Ivan Cotroneo che, dopo il successo di Tutti pazzi per amore È arrivata la felicità, ha ideato e sceneggiato Sirene. La prima commedia fantasy prodotta dalla Rai osserva la città dal punto di vista di quattro sirene che si confondono tra gli umani per cercare l’ultimo tritone in grado di garantire la sopravvivenza della specie. Cotroneo introduce personaggi insoliti per una fiction Rai, che però non sono quasi mai interpretati in modo convincente. Sullo sfondo di una Napoli prettamente borghese va in scena una favola a lieto fine.

Il crimine torna protagonista ne I bastardi di Pizzofalcone, la fiction tratta dal best-seller di Maurizio De Giovanni con Alessandro Gassmann, che ha registrato ascolti televisivi da record. Gradevole e rassicurante, ma tutto sommato poco innovativa.

Da Rossellini e De Sica a Siani e i The Jackal

Che sia chiaro: eravamo abituati meglio. A Napoli, scenario prediletto della commedia all’italiana, hanno girato alcuni dei loro capolavori i maestri del nostro cinema: Rossellini, De Sica, Pasolini e Dino Risi, solo per citarne alcuni.

Il passaggio dalla “Napule ‘e mille culure” di Eduardo De Filippo, Totò e Massimo Troisi a quella sbiadita di Alessandro Siani e dei The Jackal (che hanno esordito al cinema con Addio Fottuti Musi Verdi) è stato traumatico.

Ma Napoli ama Napoli, il resto d’Italia continua a trovare il suo fascino irresistibile e i suoi artisti non l’hanno abbandonata come spesso hanno fatto le istituzioni. Napoli è l’arte dell’arrangiarsi. Napoli è le sue pulsioni autodistruttive. Napoli è tante belle cose: il teatro di Toni Servillo, i film di Edoardo De Angelis, l’eccellenza di Gomorra, lo sguardo affettuoso di chi napoletano non è come Matteo Garrone.

A fine 2017 è stato il turno di Ferzan Ozpetek con Napoli Velata, un misterioso thriller animato da una passione travolgente.

Per il prossimo anno è invece prevista l’attesissima trasposizione televisiva de L’amica geniale di Elena Ferrante ad opera di Saverio Costanzo. Insomma l’odiosamata Napoli continua a far tribolare chi la vive quotidianamente e perfino chi la visita sporadicamente, ma continua ad attrarci come sottolineano le parole di un autore geniale come Mimmo Borrelli: “Napule rin’t all’anema, Napule tumore, Napule senz’anema…. Napule r’ammore”.

Originariamente pubblicato su Esquire Italia

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