Vanessa Redgrave & Rooney Mara: “Essere anticonformiste è difficile”

“Buongiorno, io sono Vanessa”. Sente ancora l’esigenza di presentarsi Vanessa Redgrave, indiscutibilmente una delle più grandi attrici inglesi viventi. Incontrarla mi rende nervosa. “Ha un caratteraccio”, mi assicurano i colleghi che mi hanno preceduta.

Dal momento in cui fa il suo ingresso nella sala di un noto ristorante di Toronto, dove avverrà la nostra intervista, mi colpisce istantaneamente il suo aspetto. Ha 79 anni ed è una donna splendida, una delle più belle che abbia mai visto.

Mi convinco che anche invecchiare con tale eleganza dovrebbe essere riconosciuta come una forma di talento. Quello recitativo è attestato dalle sei nomination al premio Oscar, di cui uno vinto nel 1978 per il ruolo della coraggiosa resistente ebrea Julia.

Un palmares che intimorisce meno della diffidenza che mi dimostra, con cui setaccia ogni mia parola. Ma non è la sola. Ad accompagnarla c’è Rooney Mara, tra le attrici americane più richieste dal suo exploit nei panni di Lisbeth Salander in Millennium – Uomini che odiano le donne.

Entrambe sono protagoniste del film Il Segreto (al cinema dal 5 gennaio), in cui interpretano le due età di Rose McNulty, una donna ingiustamente rinchiusa in manicomio per cinquant’anni in seguito ad un terribile dramma famigliare.

Appartengono a due generazioni diverse Rooney Mara, trentunenne timida e imperscrutabile, e Vanessa Redgrave, la stella dagli inconfondibili occhi blu e la voce penetrante. Ma non è un caso che siano state scelte per lo stesso ruolo.

Ad accomunarle la fama da anti-dive, l’impegno umanitario e lo stretto riserbo sulla propria vita privata (nel 2006 la Redgrave sposò il “nostro” Franco Nero ma rese pubbliche le nozze solo tre anni dopo).

La donna che interpretate, Lady Rose, viene punita dalla società per il suo essere coraggiosa e anticonformista. A che punto siamo dell’emancipazione femminile?

Rooney Mara: Per una donna è sempre difficile distinguersi rispetto ad un uomo. Anche da attrice ho come la percezione che agli uomini venga data più libertà di espressione. Nel loro caso anche essere eccentrici viene ritenuto un valore. Hanno la possibilità di essere più autentici di noi. Alle donne invece viene richiesto un determinato comportamento e vengono continuamente imposti dei canoni da rispettare. Mi sento sicuramente più sotto pressione rispetto ai miei colleghi. Tu non credi che sia così Vanessa?

Vanessa Redgrave: Penso che tu abbia ragione. Il mio punto di vista è diverso perché alla mia età tendo più a chiedermi perché le persone la pensano in un certo modo, che cosa le rende ottuse o stupide piuttosto che soffermarmi sulla mia posizione.

E questo la porta ad essere più autocritica?

Vanessa Redgrave: In passato mi sono sicuramente comportata in modo stupido anche io ma ho bisogno che siano gli altri a farmelo notare, difficilmente riesco a rendermene conto da sola. Mio fratello era quello che mi riprendeva di più, il mio grillo parlante. Quando è morto mi sono sentita persa e ora c’è mia figlia Joely che ha preso il suo posto. Anche mio figlio Carlo non si risparmia in questo senso!

Che cosa vi infastidisce di più del mondo di oggi?

Rooney Mara: Proprio ieri mi è capitato di guardare l’intervista ad un mio collega. Mentre lo ascoltavo pensavo che se io, in quanto donna, avessi pronunciato anche solo la metà delle cose che ha detto, sarei stata subissata di critiche! C’è una disparità di trattamento che mi inquieta. Ma non ce l’ho con lui. Non faceva altro che essere se stesso e il pubblico lo ama di più per questo, non di meno. Vorrei solo che a noi donne fosse concessa la stessa opportunità.

Siete entrambe delle attiviste. C’è qualche questione che vi sta a cuore oltre alla parità di genere?

Vanessa Redgrave: Sicuramente la drammatica situazione che stanno affrontando oggi migliaia di rifugiati politici. Coloro che parlano lingue che non conosciamo e che provengono da terre che ci spaventano. Una tragedia che mi provoca un dolore infinito.

Veniamo al film Il Segreto. Perché avete detto sì alla trasposizione del romanzo best-seller di Sebastian Barry?

Rooney Mara: Sia mia madre che mio padre hanno origini irlandesi. Mi rendeva felice l’idea di visitare la loro terra. 

Vanessa Redgrave: Anche io ho più di un punto di contatto con l’Irlanda. Mio genero (l’attore Liam Neeson, marito della figlia Natasha morta nel 2009, n.d.r.) è irlandese e conosco il regista Jim Sheridan da moltissimi anni, siamo amici. Mio fratello Corin recitò in uno dei suoi film più belli Nel nome del padre. Inoltre Sebastian Barry è un grandissimo scrittore e ho trovato il suo romanzo straordinario.

Che impressione avete avuto l’una dell’altra quando vi siete incontrate per la prima volta?

Vanessa Redgrave: Purtroppo non dovendo condividere delle scene insieme non abbiamo avuto modo di interagire. Ma quando l’ho vista, imbacuccata come non mai, ho subito capito che avremmo avuto molto freddo sul set (ride, n.d.r.).

Rooney Mara: Ancora mi sento indegna di essere la co-protagonista di una delle attrici più autorevoli del mondo del cinema. Mi ha veramente intimidito dover interpretare il suo stesso personaggio.

Se è vero che recitando un attore rivela sempre un po’ di sé, quanto avete regalato di voi stesse al pubblico nel corso degli anni?

Vanessa Redgrave: Tutto ciò che siamo traspare dal lavoro che facciamo, nel bene e nel male, ma non sono d’accordo sul fatto che un attore riveli qualcosa di sé. Noi siamo dei portavoce di altre persone, di storie scritte da qualcun altro. A noi spetta solo il compito di renderle credibili, di rivelarne la verità a chi le guarda. Siamo come dei filtri.

Rooney Mara: La penso allo stesso modo. L’unica cosa di personale con cui dobbiamo confrontarci recitando sono le nostre vulnerabilità, Per il resto non facciamo che imitare la vita di qualcun altro.

Qual è la prossima sfida che avreste voglia di affrontare?

Rooney Mara: Il teatro. Ne ho fatto un po’ da bambina ma da allora non è più capitato. Un po’ mi spaventa ma da tempo aspetto la parte giusta per potermi cimentare in questo nuovo passaggio della mia carriera.

A breve sarà in Italia per girare il film Maria Maddalena. Cosa può raccontarci a riguardo?

Rooney Mara: Non vedo l’ora di tornare a lavorare con Garth Davis, il regista di Lion (film in sala dal 22 dicembre di cui è protagonista con Nicole Kidman, n.d.r.), perché è una persona con una grande spiritualità. Devo ammettere di aver avuto delle riserve prima di accettare il ruolo di Maria Maddalena. Mi preoccupava entrare in un ruolo così pregnante della tradizione cattolica ma mi sono lasciata convincere dalla suo punto di vista originale.

Un’ultima curiosità: signora Redgrave, qual è il segreto del suo successo?

La mia unica fortuna è aver avuto l’opportunità di lavorare e di imparare da persone di grande talento.

Pubblicato originariamente sul n 16, anno 2017, del settimanale F (Cairo Editore)

 

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