JT + Tennessee Kids su Netflix: Justin Timberlake tra Frank Sinatra e Michael Jackson

In materia di documentari musicali Jonathan Demme (il regista de Il silenzio degli innocenti, L’avvocato del diavolo) è ancora un’assoluta autorità. Justin Timberlake è il fortunato protagonista del suo nuovo lavoro, JT + The Tennessee Kids, che dopo la première mondiale al Toronto Film Festival sarà disponibile dal 12 ottobre su Netflix.

Essere immortalato dal regista del leggendario Stop Making Sense, il film concerto dei Talking Heads firmato da Demme nel 1984, è un sogno che si avvera. I nove Grammy Awards sono niente a confronto della soddisfazione provata da Timberlake. “Sono diventato quasi un suo stalker per convincerlo”, ha confessato la star.

JT + The Tennessee Kids non ha solo le sembianze di un regalo ai fan del cantante statunitense che potranno ammirare da vicino il talento messo a nudo nello spettacolare concerto di Las Vegas. L’ultima tappa del 20/20 Experience World Tour che in quindici mesi ha radunato oltre due milioni di persone (per un totale di 134 date) si è tenuta nel gennaio 2015.

Qui l’artista, sempre gradevole, puntuale e attento si interscambia con l’uomo, estremamente meticoloso prima di andare in scena dove dimostra lo stesso rispetto per i suoi collaboratori e per i fan adoranti, di fronte ai quali non trattiene l’emozione.

Se conoscere davvero un artista significa osservarlo mentre si esibisce Demme offre l’occasione migliore di interagire con il vero Timberlake, l’artista oltre il gossip, la fama e tutto ciò che ne deriva. Il suo corpo seduce, la sua voce incanta ma è professionalità la parola chiave.

Prima di immortalarlo sull’imponente MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, il regista ne approfitta per passare in rassegna i professionisti coinvolti nel tour, dai ballerini ai fonici, dalla band ai vocalist. “Che bella sensazione quando chiedi qualcosa e ti accorgi che è già stata messa a punto”, ride lo stesso Timberlake riconoscendo l’operato del suo prestigioso team di lavoro.

Pochi secondi dopo lo vediamo fare il suo ingresso sul palco che domina con particolare disinvoltura. Se lo stile ricalca Frank Sinatra, il modello irraggiungibile rimane Michael Jackson. A sottolinearlo non solo la cover di Human Nature, ma anche la moonwalk e il frequente uso del noto (finto) falsetto. Timberlake è irreprensibile, come cantante e come ballerino. All’eleganza dei suoi movimenti si aggiunge quella del suo outfit curato per l’occasione da Tom Ford.

Demme non si limita ad assecondare il suo volere e quello dei fan ma quasi ne viviseziona le movenze, inquadrandolo da ben dodici angoli diversi. Il documentario soddisfa la curiosità di chi pende dalle sue labbra – i fan in delirio – riuscendo ad affascinare perfino chi non ha mai approfondito la sua conoscenza.

La scaletta dello show, condita dal repertorio R&B e dalle piacevoli note delle sue principali hit – da What Goes Around a SexyBack – non fa rimpiangere ulteriori immagini di backstage che era lecito aspettarsi e che che qualcuno potrebbe reclamare. Una scelta probabilmente volta a privilegiare la dimensione artistica a quella privata, che, come già sottolineato in precedenza, sembra essere il fulcro del lavoro di Demme.

Non solo il grande cinema dunque ma anche la musica è stata grande protagonista di questa edizione del TIFF – non a caso il premio del pubblico è andato all’irresistibile musical di Damien Chazelle La La Land che ora punta dritto agli Oscar.

Pharrell Williams ha presentato in anteprima mondiale la colonna sonora del film Hidden Figures in un mini concerto gratuito che ha animato il primo weekend del Festival mentre John Legend (anch’egli nel cast di La La Land) ha celebrato la magia del filmmaking nel corso di un evento presentato insieme all’amico Mark Duplass (il creatore di Togetherness, per intenderci).

Piuttosto cocente invece la delusione per l’esordio dietro la macchina da presa di Nick Cannon. Dopo l’ottima performance da attore nell’ultimo film di Spike Lee, Chi-Raq (purtroppo ancora inedito in Italia) l’ex marito di Mariah Carey si è dedicato a King of the Dancehall, un trascurabile musical romantico ambientato in Jamaica che fa l’en plein dei cliché sulla cultura hip hop.

Quanto a Justin Timberlake, tra le star più acclamati di questa edizione del Festival, il documentario è solo l’ultimo esempio di quanto la cantante sia a suo agio sullo schermo. Lo confermano le apparizioni in The Social Network di David Fincher e soprattutto in A proposito di Davis dei fratelli Coen (la cui colonna sonora è stata perfino candidata agli Oscar).

A breve lo ritroveremo nel nuovo film diretto da Woody Allen ambientato presumibilmente nella Coney Island degli anni Cinquanta – le prime foto dal set in tenuta da bagnino hanno fatto il giro del web in poche ore. Guardiamo ammirati JT + The Tennessee Kids mentre pregustiamo la magia del momento.

Originariamente pubblicato su Vanity Fair Italia

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