Nick Jonas: “Sono pronto per godermi i migliori anni della mia carriera”

Quanto può essere dura la vita di un’ex baby star? Prendete Nick Jonas. A sette anni debuttava a Broadway, a ventitré è già protagonista di un film, svariati show televisivi, tenta la scalata alle classifiche con il suo terzo album da solista Last Year Was Complicated (uscito il 10 giugno) ed pronto a partire in tour con Demi Lovato.

La popstar texana ha ottenuto la fama planetaria dopo l’exploit con i Jonas Brothers, il gruppo formato insieme ai due fratelli maggiori, Joe e Kevin, ma oggi si dice pronto per una carriera in solitario.

A gennaio ha stupito il pubblico del Sundance con il suo primo film da protagonista, Goat, storia (vera) di due fratelli alle prese con le dure leggi delle confraternite dei college americani. Nate Kulina, il pugile omosessuale che recita nella serie tv Kingdom, lo ha invece reso un’icona gay senza che questo scalfisse la sua fama da latin lover: tra le sue fiamme Miley Cyrus, Miss USA Olivia Culpo, Kate Hudson e Lily Collins.

Contrariamente a come appare sulle copertine dei giornali di persona Nick Jonas è un po’ rigido e cupo, i riflettori puntati su di lui sin da ragazzino l’hanno privato di quella spontaneità che è quasi più facile riscontrare in divi di lungo corso. Risponde in modo robotico a qualsiasi domanda gli venga posta, comprese quelle relative alla sua vita privata.

Un film, un nuovo album da solista e un tour. Deve essere un anno particolarmente impegnativo per lei.

Sì, sono anni che recito ma è niente in confronto alla soddisfazione del mio primo ruolo da protagonista di un film che è stato così apprezzato dalla critica. Ho come l’impressione che alcune persone mi abbiano notato per la prima volta. E’ stato davvero entusiasmante. Anche dell’album sono molto orgoglioso, è il migliore che abbia mai realizzato.

Quali sono gli artisti che influenzano di più la sua musica?

Sono un grande fan di Maxwell ma ci sono molti giovani artisti che ascolto per conoscere nuovi sound. Jay-Z è sicuramente uno dei miei mentori e adoro Drake.

Che rapporti ha oggi con i suoi fratelli dopo la fine della band? E’ stato più facile o difficile condividere inizialmente la sua carriera con loro?

All’inizio è stato difficile imparare ad essere una piccola impresa oltre ad una famiglia. Non le nascondo che ci sono stati dei problemi di adattamento. Sciolta la band siamo tornati ad essere solo fratelli ed è fantastico. Io e mio fratello Joe viviamo insieme a Los Angeles, Kevin è in New Jersey con sua moglie e la figlia e il più piccolo è già un genio di 15 anni.

E ora che è solo si sente più sotto pressione?

Sicuramente sì. Sono stato io il primo a voler intraprendere la carriera da solista. Il primo album è andato bene. Ho avuto il tempo di capire su cosa focalizzarmi e di lavorare sulla mia musica e sulla recitazione. Non è stato semplice ma sono felice che sia successo tutto questo.

Da ex baby star si sente più in dovere di altri di dimostrare il suo valore?

Non sono tra quelli che si fanno consumare dal lavoro o dal giudizio degli altri. Sono concentrato sulla mia carriera, l’album è un gran traguardo e credo che il film mi abbia aperto le porte a nuove opportunità. Sono giovane e pronto per godermi i migliori anni della mia carriera.

Come crede che si costruisca una carriera di successo?

Assecondando il proprio istinto senza sforzarsi di fare qualcosa per piacere a tutti i costi. Assumendosi dei rischi. Preferisco mettermi sempre alla prova e scegliere progetti che rivelino alle persone un lato oscuro della nostra società piuttosto che adagiarmi su ciò che ho già imparato in precedenza. Non escludo di prendere parte a grandi produzioni in futuro ma per ora prediligo la libertà di espressione e di sperimentazione del cinema indipendente.

Uno dei produttori di Goat è James Franco che come lei è impegnato su diversi fronti. Lo ritiene un modello da seguire?

James Franco è un artista incredibile. E’ sicuramente fonte di grande ispirazione. Al momento mi piacerebbe continuare a recitare in film di livello e poi cominciare anche a produrli come fa lui con grande determinazione.

E’ un film molto violento. Ci sono state delle scene particolarmente difficili da girare?

Di certo non posso dire di essermi sentito a mio agio durante le riprese. E’ stata un’esperienza dura e ho dovuto fidarmi molto del regista e dei tagli che avrebbe fatto insieme al suo team in fase di montaggio. Credo che anche per gli spettatori sarà difficile digerirlo, non è uno di quei film che si vede comodamente seduti sul divano la domenica pomeriggio. L’obiettivo è far riflettere.

Cosa la spaventerebbe di più in una situazione simile?

Pur essendo una persona molto pacata credo che sia facile farsi influenzare dagli altri, farsi galvanizzare dall’energia negativa e cominciare ad esercitare violenza perdendo di vista ogni prospettiva. Essendo la storia di due fratelli mi sono sentito molto coinvolto emotivamente.

Mai preso parte ad una rissa nella vita reale?

No, sono un pacifista. Ovviamente a casa mia con i miei fratelli seguivamo gli incontri di wrestling ma fare a botte non è mai stata una mia prerogativa.

Eppure anche nella serie tv Kingdom interpreta un lottatore…

Sì, sono stato circondato da violenza di recente (ride, n.d.r.).

E a scuola come se la cavava?

Non ci sono mai andato! Ai tempi delle elementari già ero attivo sui set e di conseguenza studiavo a casa con mia madre. Poi abbiamo assunto un’insegnante privata. Ma è stata comunque un’esperienza formativa. Ero circondato da altri bambini che già lavoravano nello showbiz e non ho avuto modo di sentirmi solo o isolato dal resto del mondo.

Da grande è ancora così facile non sentirsi isolati? Le attribuiscono sempre molti flirt, l’ultimo quello con Kate Hudson. Non la infastidisce?

Sono un ragazzo giovane come tanti altri. Alla mia età è importante conoscere nuove persone, confrontarsi, stare in compagnia. Kate è un’amica. Al momento sono single e penso solo a divertirmi.

Originariamente pubblicato sul settimanale Tu Style

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