The Girlfriend Experience: la bella di giorno 2.0

Dall’omonimo film di Steven Soderbergh un impeccabile ritratto di una escort del nuovo millennio: il corpo come merce di scambio e lo smartphone come arma di difesa. Donne, sesso, denaro: la combinazione di questi tre elementi ha da sempre fomentato l’interesse degli uomini. Quando l’urgenza di soldi non è primaria la prostituzione diventa una forma di espressione e non (solo) il tristissimo “lavoro più antico del mondo” reso splendidamente da Anna Magnani in Mamma Roma di Pasolini. Il cinema se ne accorse ancora prima che le teenager del 2000 cominciassero a vendere il proprio corpo in cambio di una ricarica telefonica.

Uno dei primi ad affrontare il pruriginoso argomento fu il maestro spagnolo Luis Buñuel che nel 1967 fece scandalo con la sua Bella di giorno. Una giovanissima Catherine Deneuve, di incantevole bellezza, interpretava una donna borghese che riscopre la sua sessualità in una casa appuntamenti. Da moglie frigida e annoiata Séverine si trasforma in una femme fatale procace e disinvolta, capace di far cadere ai suoi piedi uomini di ogni genere, compreso il marito.

Più di recente François Ozon ha diretto Giovane e bella, storia di una escort minorenne che dopo una prima volta piuttosto squallida con un suo coetaneo decide di darsi alla prostituzione. Senza sentenziare giudizi morali il regista francese offre una nuova prospettiva sulla sessualità e i desideri repressi dei nostri tempi. Prima di lui aveva tentato la stessa operazione Steven Soderbergh con un film esilissimo dal titolo The Girlfriend Experience con protagonista la porno star Sasha Grey.

Proprio in questi giorni è invece in onda su Infinity, in contemporanea con gli USA, l’omonima serie tratta dal film del regista statunitense. Pur non trattandosi di un remake, The Girlfriend Experience mantiene lo stesso rigore dell’opera a cui si ispira. La televisione offre come sempre l’occasione di condurre un approfondito character study che questa volta vede protagonista una giovane stagista.

Catherine (ben interpretata da Riley Keough, vista di recente in Mad Max: Fury Road) lavora come apprendista presso un affermato studio legale, frequenta il corso di giurisprudenza all’università e nel tempo libero soddisfa i desideri sessuali di facoltosi uomini d’affari per oltre mille dollari l’ora. Ai suoi clienti si presenta come Chelsea ma il suo atteggiamento è molto diverso rispetto alle escort che abbiamo ritratte finora sul grande schermo.

Catherine è una donna ambiziosa e determinata, schiva e manipolatrice. Non ha amici né desidera averne. Non crede nel matrimonio e non sogna neanche lontanamente di avere un figlio. Ama la solitudine: “Non mi piace stare in compagnia, a meno che non ci sia qualcosa da ottenere in cambio”, afferma.

La sua cautela non sarà sufficiente a salvarla dal rancore di un uomo rifiutato, dalla gogna pubblica e dai pregiudizi di una società ancora puritana. Ma se avrete la pazienza di gustarvi quest’analisi lucida e diligente nel corso dei 13 episodi della serie scoprirete che Catherine ha le sue armi per difendersi. D’altronde in un mondo in cui tutti sono minacciabili, il fine giustifica i mezzi.

Con uno smartphone sempre alla mano, la gonna a tubino e un’invidiabile e folta chioma castana, questa misteriosa accompagnatrice si svelerà davanti ai vostri occhi. Nonostante le schermate dei dispositivi elettronici e le vetrate dei lussuosi appartamenti da lei frequentati assecondino il voyeurismo dello spettatore, i registi e sceneggiatori Kerrigan e Seimetz affrontano le scene di sesso in maniera più casta di quanto ci si aspettasse.

Catherine non è più un semplice oggetto del desiderio altrui ma è padrona del suo corpo e della sua stessa sessualità. Sa come dare e ricevere piacere. Pronuncia al vento la parola amore senza conoscerne il significato, poco importa se mamma e papà festeggiano il loro trentesimo anniversario di matrimonio. Lei è troppo presa da se stessa per accorgersi degli altri, a meno che non intacchino il suo cammino.

Dinanzi ad un ritratto così veritiero del presente, risulta difficile etichettare Catherine, continuare a prenderne le distanze. E’ una donna che mercifica il suo corpo ma il suo modus operandi e le sue emozioni (che le scatenano un attacco di panico non appena i suoi piani cominciano a vacillare) sono del tutto in linea con quanto l’umanità abbia dimostrato di valere di recente. Pronti a guardarvi allo specchio?      

Pubblicato originariamente su GQ Italia

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