Valeria Solarino: «Io, in Una giornata particolare come Sophia»

Quando vide per la prima volta Una giornata particolare di Ettore Scola Valeria Solarino non avrebbe mai immaginato che un giorno la parte della tenera casalinga magistralmente interpretata da Sophia Loren sarebbe stata sua. Il 20 febbraio scorso lei e Giulio Scarpati sono andati in scena con lo spettacolo  teatrale ispirato al celebre capolavoro di Scola, a esattamente un mese dalla scomparsa del maestro della commedia all’italiana.

Onorare la sua memoria è una responsabilità ma soprattutto una gioia per Valeria Solarino, un’attrice che da sempre valuta i copioni con estrema oculatezza, che ama il rischio e detesta le ripetizioni.

Più o meno il contrario di Antonietta, la protagonista di Una giornata particolare, imprigionata in un matrimonio infelice, vittima dell’egoismo del marito e quasi completamente annullata da una triste e avvilente routine.

Solo il fortuito incontro con Gabriele (Marcello Mastroianni), radiocronista licenziato a causa della propria omosessualità, considerata inaccettabile ai tempi del Duce, riuscirà a regalarle un irripetibile momento di sollievo. A fine giornata Gabriele e Antonietta saranno costretti ad allontanarsi senza aver avuto il tempo di salutarsi.

La Solarino non ama gli addii e per questo le sue giornate particolari si sono quasi sempre trasformate in settimane, mesi o anni di felicità, come ci racconta. Non a caso è legata sentimentalmente al regista Giovanni Veronesi da oltre undici anni e non intende mollare la presa.

Non ha avvertito una responsabilità maggior dovendo andar in scena poco dopo la scomparsa di Ettore Scola?

«Il progetto teatrale nasce con l’appoggio di Ettore Scola. Giulio Scarpati e Nora Venturini, la regista, erano suoi cari amici ed avevano entrambi lavorato con lui. L’adattamento teatrale è della moglie Gigliola quindi, oltre al dolore per la perdita di uno dei nostri maestri, c’è un enorme dispiacere da parte di tutti noi per non aver fatto in tempo a fargli vedere lo spettacolo».

I protagonisti del film vivono un incontro fugace. Le è mai capitato di incontrare una persona che in poco tempo è riuscita a cambiarle la vita?

«Ho avuto diversi incontri con persone importanti per me ma ho sempre cercato di tenermele strette e di non lasciarle andare quindi non sono mai stati così brevi. Gabriele e Antonietta sono costretti a dirsi addio ma quell’incontro non cambierà solo la loro giornata. Non ho mai avuto un’idea negativa del finale del film. Anzi, ho sempre immaginato che attraverso la lettura del romanzo che lui le regala, I tre moschettieri, e quindi tramite la cultura, lei potesse in qualche modo emanciparsi».

Crede che ci siano ancora moltissime donne prigioniere dei loro mariti in Italia?

«Nel nostro Paese la situazione è sicuramente diversa rispetto agli anni Quaranta, sia per la condizione della donna che per quella degli omosessuali, però il fatto che non abbiamo ancora la parità dei diritti la dice lunga su quanto si possa ancora migliorare».

In Una giornata particolare Sophia Loren diede vita ad uno dei personaggi più iconici della sua carriera. Lei pensa di aver già avuto questo privilegio al cinema?

«Spero che il ruolo della mia vita debba ancora arrivare ma in realtà mi ritengo fortunata ad aver avuto la possibilità di interpretare personaggi femminili molto importanti e pieni. Ho amato Viola di mare, La signorina Effe, La febbre, Viaggio segreto. Non molte attrici possono dire di aver avuto le stesse opportunità visto che si continuano a scrivere molte più storie al maschile che al femminile».

Al momento è felice dei copioni che le arrivano?

«Non sempre ma posso dirmi fortunata anche nell’aver avuto finora la possibilità di scegliere i ruoli in cui cimentarmi.  Evito sempre le storie che non mi emozionano, che non mi divertono o che semplicemente non destano il mio interesse e presumibilmente neanche quello del pubblico. Mi auguro di poter continuare a lavorare con questa libertà».

Originariamente pubblicata su Vanity Fair Italia

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