Checco Zalone: «Anch’io sognavo il posto fisso»

«Chi è famoso non ha bisogno di contenuti», parola di Checco Zalone. Così il comico pugliese scherza parlando di Quo Vado?, il suo quarto film che da Capodanno invaderà i multiplex.  Ben 1300 sale ospiteranno la nuova commedia di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che promette di risollevare l’umore degli italiani e soprattutto le sorti del botteghino nostrano con una scorpacciata di risate.

La trama del film, custodito così gelosamente da non prevedere neanche un trailer di promozione, vede Checco nei panni di un impiegato statale cresciuto con l’ossessione del posto fisso. In seguito ad una fantomatica riforma ministeriale Checco si ostinerà a rifiutare le dimissioni accettando di buon grado continue trasferte, che lo portino dal più sperduto paesino della Sardegna ai fiordi norvegesi.

Checco Zalone ritorna sul grande schermo a poco più di due anni di distanza da Sole a catinelle, il film che detiene attualmente il record di incassi del cinema italiano (con un totale di ben 52 milioni di euro).  Prima di confrontarsi con le aspettative del pubblico l’istrionico artista ha dovuto affrontare i pregiudizi di molti giornalisti che reputano i suoi film un insieme di sketch e nulla più. Vediamo come se l’è cavata

1. Tanto per cominciare

Checco Zalone e il regista dei suoi quattro film, Gennaro Nunziante, hanno rivelato che (come Carlo Verdone e altri colleghi) anche loro sul set affrontano delle terribili gare di ansia. Sarà forse per questo che l’ex mattatore di Zelig ha preferito far rompere il ghiaccio al cineasta barese: «Gennaro ai complimenti passo, rispondi tu. Io intervengo quando gettano merda perché sono più bravo!».

2. I modelli di riferimento

Anche una superstar come Checco Zalone ha i suoi miti: «E’ ovvio che ci ispiriamo a Dino Risi, Alberto Sordi e a tutti coloro che hanno reso grande il nostro cinema. Il paragone non esiste perché quelle erano commedie di tutt’altro livello. Avrò detto una cazzata ma è a loro che guardo prima di girare un mio film».

3. Una vita difficile

Checco è un ciclone. Il pubblico lo adora. Al suo arrivo a Roma l’entusiasmo dei fan, infiltrati all’anteprima stampa, è palpabile e lui fa il suo ingresso dall’entrata laterale del cinema per evitare la calca. Per gli autografi e i selfie ci sarà tempo dopo la conferenza. Ma com’è vivere da Checco Zalone? «E’ bellissimo! Ve lo auguro. La gente mi ferma per strada per salutarmi e non capisco come ci si possa lamentare del loro affetto».

4. Gli incassi

Come Fabio Fazio che l’ha preso in giro nel salotto di Che tempo che fa anche altri giornalisti incalzano Checco sulla questione incassi. «Sono molto in ansia per i risultati del film a causa del successo spropositato di Sole a catinelle. Credo sarà impossibile ripetersi ma non dite che il film non farà soldi perché vi mando a cagare!».

5. Il posto fisso

Come il protagonista di Quo Vado? anche Checco ha ammesso di aver agognato per tanti anni un posso fisso: «Fino a dieci anni fa era la mia massima ambizione. Feci anche un concorso per diventare vice questore della Polizia ma per fortuna non mi hanno preso».

6. Albano e Romina

Ad un certo punto del film compaiono anche Al Bano e Romina: «E’ la sequenza che preferisco. Sono andato a cena insieme a loro e ho provato una sana emozione a vederli insieme nonostante non si sfiorassero neanche. Inizialmente era previsto in sceneggiatura un mio incontro in bagno in Norvegia con Al Bano ma poi non è stato possibile e mi è molto dispiaciuto non poter fare pipì insieme».

7. La Grande Bellezza

Subito dopo la proiezione del film qualche giornalista coglie un paio di citazioni a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. La notazione lo prende alla sprovvista: «Allora qualcuno ci è arrivato! Non volevamo prendere in giro un film bellissimo come quello, tra l’altro vincitore del Premio Oscar, ma vedo che capite le cose e questo mi fa piacere».

8. I bambini

Come in Sole a catinelle anche in Quo vado? ci sono attori bambini Pur avendo una figlia di soli tre anni Checco non è tenero neanche nei confronti dei più piccini. «Ora vi sembrano degli angioletti ma sul set non fanno che rompere i coglioni. Si dice che nel cinema vadano evitate le tre ‘b’, bambini, barche e bestie. Ecco noi non ce ne siamo fatti mancare una».

9. Politicamente scorretto

Secondo alcuni critici Checco Zalone sarebbe il re del politicamente scorretto ma questa definizione non lo convince più di tanto. «Sul web è ormai in corso una gara alla scorrettezza quindi non credo di essere campione in questo. Uso un minimo di buon senso e di educazione per evitare che nei miei film si passi dalla risata all’offesa gratuita».

10. La prima Repubblica

Nel 2006, all’epoca dei Mondiali di Calcio in Germania, la sua “Siamo una squadra fortissimi” diventò una vera e propria hit. Oggi le stesse sorti favorevoli stanno toccando a “La Prima Repubblica”, colonna sonora di Quo Vado? «Vi volevo dire che sono terzo nei passaggi in radio dietro Justin Bieber e Stevie Wonder. Attento Stevie ti sto raggiungendo!».

Originariamente pubblicato su Vanity Fair Italia

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