Carol. Rooney Mara e Cate Blanchett a Londra per la premiere. Ma che caratteraccio!

Dopo la Palma d’Oro come miglior attrice al Festival di Cannes Rooney Mara affascina il London Film Festival con Carol, travolgente storia d’amore omosessuale di cui è protagonista con Cate Blanchet. Ma attente a quelle due…

Viso angelicato, capelli rigorosamente raccolti e sguardo conturbante: Rooney Mara è al London Film Festival per presentare Carol con Cate Blanchett ma non ci riserva molte sorprese. L’attrice statunitense, presente in conferenza stampa, è sfuggente come sempre e preferisce spesso lasciare la parola alla collega Blanchett, più solare e loquace.

Due bellezze mozzafiato con un feeling evidente a chi ha già avuto la fortuna di guardare Carol, il bellissimo film di Todd Haynes su una intima love story omosessuale: c’è da scommette che il pubblico maschile farà carte false per assistere alle scene hot che le vedono protagoniste.

Una mora, l’altra bionda; una americana, l’altra australiana; ben sedici anni di differenza e uno stile quasi opposto. Rooney Mara e Cate Blanchett sono diversissime ma hanno una cosa in comune: detestano le domande stupide e non resistono alla tentazione di rispondere per le rime.

Lo notano subito i giornalisti inglesi che ne fanno le spese. “Come si fa a creare una tale chimica tra due attrici?” chiede il malcapitato. “E’ una domanda che continuate a farci ma nel cinema così come nella vita la chimica non è qualcosa che è possibile costruire ad hoc. O c’è o non c’è”, risponde piccata Rooney Mara.

La Blanchett si spazientisce perfino quando un giornalista “osa” definirla una donna forte: “Ma che significa? Che cosa vorresti dire con questo?”. La collega tenta di allentare la tensione: “Forse si riferisce a ciò che appare di te nel film”, dice accennando un sorrisetto malizioso.

Come in Carol dove la dolce Therese interpretata da Rooney Mara, si scambia continui sguardi d’intesa con Carol (Blanchett), la donna più grande di età per cui ha perso la testa, anche nella vita le attrici appaiono sinceramente complici.

Il primo termine di paragone è il film omoerotico La vita di Adele di Abdellatif Kechiche che qualche anno fa sbaragliò tutti i suoi avversari a Cannes, suscitando notevoli polemiche e regalando un’immensa popolarità alle due interpreti protagoniste, Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux.

Nel caso di Carol (che noi italiani vedremo nelle sale dall’11 febbraio) le scene di sesso sono molto meno insistite in un film che, più che interessato ad un racconto di formazione, predilige la rappresentazione elegante di un amore puro e di una complicità tacitamente dichiarata. 

Ma per Cate Blanchett sarebbe quasi ora di smetterla di scandalizzarci: “Se questo film fosse stato realizzato qualche anno fa avrebbe suscitato molto più clamore. Oggi, in molti paesi del mondo, le coppie omosessuali cominciano ad avere la libertà di vivere la propria storia”.

E quando un reporter del The Sun le ricorda della polemica scatenata dalle dichiarazioni rilasciate a Variety sulla sua presunta bisessualità l’attrice Premio Oscar afferma con sufficienza: “Sinceramente non leggo mai quello che scrivete, con tutto il rispetto, ho quattro figli e poco tempo a disposizione!”.

6 pensieri riguardo “Carol. Rooney Mara e Cate Blanchett a Londra per la premiere. Ma che caratteraccio!”

    1. Sono perfettamente d’accordo ma confermo che Rooney Mara, che ho intervistato più volte, ha davvero un caratteraccio. Fa quasi sempre scena muta durante gli incontri con la stampa senza alcun rispetto per chi lavora anche per promuovere i film di cui lei è protagonista. In ogni caso ha un gran talento e Carol è un film magnifico 🙂

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      1. Deve essere fantastico intervistare Mara. Io penso che sia molto timida e che il successo la renda nervosa. E’ molto impegnata nel sociale, non credo sia davvero antipatica.

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  1. Credo che sia molto restia a parlare di sé ma dovrebbe capire che anche le interviste sono parte del suo lavoro oppure negarsi come fanno tanti altri. Presentarsi ad un’intervista e rispondere a monosillabi a domande di qualsiasi tipo, non necessariamente personali, non è molto corretto. Dopodiché il mio è un lavoro bellissimo che amo profondamente.

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