Cristiano Ronaldo: gol (anche) al cinema

Dopo tre Palloni d’Oro e gi innumerevoli trionfi con le maglie del Manchester United e del Real Madrid, il calciatore più amato e odiato di tutti i tempi sbarca negli UCI cinema il 6 e il 7 ottobre con il documentario Cristiano Ronaldo: il mondo ai suoi piedi

“Le persone mi invidiano perché sono ricco, bello e un gran giocatore”, così qualche anno fa Cristiano Ronaldo spiegava ad un giornalista il motivo dei fischi dei suoi detrattori. Oggi alcuni di loro ritengono che, a trent’anni compiuti, il calciatore più forte e pagato del pianeta sia una persona diversa, più matura del ragazzino sbruffone con troppo gel nei capelli e un pessimo gusto in fatto di abbigliamento.

Il suo viaggio dall’umile isola di Madeira allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid dove nel 2009 coronò il sogno di vestire la leggendaria camiseta blanca del Real lo racconta Benedict Cumberbatch, voce narrante del documentario Cristiano Ronaldo: il mondo ai suoi piedi negli UCI cinema il 6 e il 7 ottobre.

Il film delinea il ritratto a tutto tondo di una star a confronto con i grandi del passato (Maradona, Pelè) e del presente (David Beckham, Lionel Messi), attraverso le parole di giornalisti ed ex allenatori, tra cui Sir Alex Ferguson e Jose Mourinho, senza trascurare le controversie legate alla sua sfera privata.

Un figlio nato (presumibilmente) da una madre surrogato, la costante ostentazione del suo stile di vita lussurioso e il fare arrogante rendono Cristiano un personaggio piuttosto inviso a parte della stampa internazionale e a orde di tifosi che gli preferiscono la pacatezza di Lionel Messi, suo avversario storico.

CR7, idolo della generazione 2.0 (con oltre 30 milioni di follower su Instagram), sorriso e fisico perfetto per un selfie da urlo e un business nel campo  della moda underwear del valore di 54 milioni di euro, è soprattutto considerato un vero sex symbol con un probabile futuro ad Hollywood.

Eppure il profondo attaccamento alla propria famiglia e alla propria terra, le generose donazioni ai meno fortunati, le lacrime dopo l’assegnazione del Pallone d’Oro 2014 ci avvicinano a Cristiano, spesso volgare specchio della società dello spettacolo ma pur sempre proiezione di un sogno realizzato.

Tutto ciò appare evidente durante la visione del documentario ma ad emozionare lo spettatore è l’ambizione di un giovane uomo che, attraverso un mix esplosivo di talento, passione e “ossessione della perfezione”,  ha conquistato le platee del mondo fino ad averle ai propri piedi.

Originariamente pubblicato su Vanity Fair Italia

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